C'è sindrome e sindrome...steemCreated with Sketch.

in #ita8 years ago (edited)

Prendendo spunto dall'ottimo post di @andreaderrico sulla sindrome di Stendhal, dico anzitutto che anch'io sono sempre stata affascinata dall'arte e quindi anche dalla fascinazione che esercitano le opere di alto livello sulla mente e sull'anima di chi è predisposto.
Nella mia esperienza, molte volte mi sono emozionata di fronte a un dipinto o ad una scultura o anche ad un edificio di particolare pregio architettonico. Non dico che sia stata proprio una sindrome di Stendhal, anche perchè, vivendo in Toscana ed avendo abitato a Roma per circa dieci anni, sono decisamente abituata alle cose belle.
C'è stato,però, un momento preciso della mia vita in cui mi sono resa conto che le creazioni artistiche hanno molta influenza sulla psiche di chi, come me, non dico visse d'arte , ma di cultura un po' sì.
Diversi anni fa, più di dieci, mi recai a Venezia dove era in corso una mostra davvero spettacolare di tutta l'opera di Salvador Dalì. Ora premetto che a me questo artista piace moltissimo, lo trovo inquietante e raffinato, parla alla parte complessa delle persone, ma nello stesso tempo sa anche divertire, esplorare l'assurdo e interpretare stati d'animo.
Durante la visita alla mostra, più volte mi fermai rapita dai magnifici dipinti, ammirando la genialità dell'autore, oltre alla perfezione dei tratti e del colore. Dalì, sicuramente, pur essendo un genio, non era un autodidatta. Il padre notaio, evidentemente illuminato, cogliendo fin dall'infanzia la predisposizione del figlio, non lo aveva obbligato a indossare il mantello a ruota, ma aveva favorito la vena artistica del bambino fornendogli i migliori insegnanti e le migliori scuole d'arte.
Comunque, ripeto, l'emozione fu fortissima. Non svenni come i turisti stranieri a Firenze, ma sentii più volte una sorta di batticuore e mi sembrò quasi di uscire da me, tanto le opere di Dalì mi avevano portato in un'altra dimensione, ma avevano anche toccato certi miei tasti profondi, spesso rimossi.
Tornai a casa ancora inebriata per ciò che avevo contemplato e goduto, ma, pochi giorni dopo, forse per la vicinanza dell'esperienza veneziana, mi trovai a vivere quella che poi ho chiamato la sindrome della crosta.
Per vari motivi, mi trovai a visitare una mostra, non dico dove e non dico di chi, di un pittore assolutamente autodidatta, ma, a mio parere, anche poco dotato. Il bello era che il tipo, sentendosi un grande artista, organizzava mostre e si dava arie da maestro. Tutto era pessimo, il tratto, il colore, lo stile. Ovviamente, non potevo dirlo, rompendo così l'atmosfera di giubilo che gli amici del "pittore" avevano creato.
Preciso che io sono negata per il disegno, ma penso che avrei potuto produrre opere perlomeno di pari livello senza troppa fatica.
Pensando a Dalì ( e a molti altri famosi pittori, in particolare i miei preferiti, Renoir, Caravaggio e Botticelli), mi salì un'ira funesta, mi parve che l'Arte tutta fosse offesa da certe esibizioni. Pensavo che forse il motivo per cui non esiste la Musa della pittura è proprio questo : che chiunque può spacciarsi per artista, purchè si ingegni ad imbrattare tele.
Tanto mi arrabbiai, non potendomi sfogare, che, a un certo punto, ebbi una sorta di mancamento. Fui accompagnata fuori a prendere aria e il pittore , premuroso, corse a vedere come stavo.
Gli risposi : "Bene, bene, non si preoccupi. E' stata la sindrome di Stendhal".
Lui, tutto ringalluzzito, mi sorrise affabilmente e mi prese sul serio. L'importante, in fondo, è essere convinti.
<a href= https://pixabay.com/it/colore-viso-blu-pittura-donna-1739605/rel="noopener">Immagine CC0 creative commons
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A me personalmente non è mai capitata.
Penso sia un’esperienza particolare e unica nel suo genere!
😊

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Grazie per la menzione, mi fa piacere che il mio post ti abbia ispirato questo racconto davvero carino. :-)

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Povero artista... si sarà ringalluzzito sentendo le tue parole.
Comunque ti capisco.. quando con mia moglie giriamo l'Italia facendo foto, spesso restiamo a bocca aperta per tanta bellezza.
Per esempio davanti al duomo di Orvieto, restammo qualche minuto in silenzio esterefatti...

Condivido pienamente il tuo disappunto sui sedicenti artisti, che ormai si moltiplicano come moscerini della frutta e possiedono un'ampia dotazione in egual misura di incapacità e boria. Purtroppo non sono brava come te a nascondere il mio disgusto: il sopracciglio mi si inarca da solo e l'angolino della bocca si piega automaticamente in un sorrisetto sarcastico-sacrilego che chi mi circonda conosce bene e chi lo riceve non ama molto. Condivido invece il tuo amore per Dalì: corri a Figueres e Cadaques appena puoi, non te ne pentirai!

cool post! Thank you for sharing5d16f2c023b8668b384dc2e665649f39.png

Sarebbe bello provare queste emozioni che purtroppo non riesco a sentire.
Però mi e capitato una volta nella mia vita una stranissima sensazione quando sono riuscito a vendere un mio dipinto a matita,sarà stato forse l emozione della vendita bo non lo so;lo rimpiango tutt'oggi a non poterlo vedere più ; perche subito dopo il personaggio che lo ha comprato e sparito nel nulla.
Il dipinto era basato su una giovane coppia in una posizione molto intima.
Non so cosa darei per poterlo rivedere.

Complimenti proprio un bel articolo...
seguirò i tuoi post.

L'importante è crederci, come si suol dire! :D

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