Emozionarsi come un bambino.
Ieri, mentre, come tutte le mattine, mi stavo recando a piedi a lavoro, è successo qualcosa di particolare.
Avevo un paio di idee per il post da scrivere e pubblicare qui su steemit e quindi, dopo aver deciso l’argomento, ho iniziato a buttarlo giù mentalmente per capire quale potesse essere il modo migliore per impostarlo.
Ma qualcosa mi ha fatto cambiare idea ed ha mutato immediatamente il soggetto del mio post.
Ero uscito di casa da poco più di un minuto, quando, con le cuffie nelle orecchie, la radio passava “Oh, Vita” di Jovanotti, a me lui piace e questa canzone è un vero e proprio inno alla vita.
Forse è stato anche questo testo a rendere quello che mi è apparso davanti così forte emozionalmente.
Un arcobaleno! Questo arcobaleno!
Questa magnifica scenografia ha suscitato in me una forte emozione, qualcosa di strano e particolare che non provavo da un po’ di tempo.
Una sensazione di pace.
Una sensazione di meraviglia.
Una sensazione di relax.
Una sensazione di curiosità.
Una sensazione (anche) di inferiorità (e come puoi non provarla di fronte ad una cosa del genere?).
Insomma, un insieme di sensazioni che hanno portato ad un risultato finale, quello di essermi emozionato come un bambino!
Emozionarsi come un bambino è sicuramente un’espressione che sentiamo spesso, però in questo caso specifico faccio riferimento ad un atteggiamento particolare dei bambini: chiedersi il perché delle cose che non riescono a spiegarsi.
Ecco, questo è stato quello che ho provato e “perché?” è stata la prima cosa che mi è venuta in mente, proprio come avrebbe fatto un bambino.
Sebbene, nel corso della mia vita, abbia sentito più volte la storia del fenomeno meteorologico ed ottico causato dall'attraversamento della pioggia da parte della luce del sole, in questo momento per me aveva più senso la storiella derivante dalla cultura irlandese, secondo la quale alla fine dell’arcobaleno sarebbe possibile trovare il nascondiglio del leprechauno (un folletto), ovvero un pentolone pieno d’oro.
Non chiedetemi del perché di questa sensazione, non saprei, eppure non è la prima volta che ammiro un arcobaleno. Ma questo è anche la bellezza di ciò che è successo: un qualcosa che non si può spiegare ma che affascina, proprio come succede ai bambini.
Chiudo questo post introspettivo con la speranza che un giorno possa provare a seguire l’arcobaleno fino alla sua fine e poi vi farò sapere cosa avrò trovato.
Alla prossima,
Andrea
E' l'essenza del pensiero de "Il fanciullino" di Pascoli. Bisogna sempre conservare dentro di sé quel bambino per saper osservare il mondo, sempre con occhi nuovi!
Ogni tanto fa bene guardare il mondo con gli occhi dei bambini. Hanno una spensieratezza unica.
Bello.. raramente mi è capitato di vederlo così completo!
Anche a me effettivamente, forse anche questo ha "spronato" le emozioni!
👍si si vedono spesso, ma a volte c'è qualche cosa che ci prende di traverso. Come se ci facesse lo sgambetto. Per il matrimonio di un caro amico ci siamo beccati un doppio arcobaleno che si incrociava. Una cosa da rimanerci secco.
Infatti, adesso che ci penso, dopo poco tempo si è separato 😂😂no davvero se ne becchi uno doppio torna indietro. Metti la retro e scappa. Però quello del tuo post è perfetto 👍
Ehehe.. me lo ricorderò :-)
Che meraviglia!
Anche se l’hai visto altre volte, magari in questa occasione sei stato più sensibile e predisposto 😊.
Sarà stato sicuramente così. Il momento giusto!
L'arcobaleno è sempre emozionante. Suggerisce speranza 😍
Hai proprio ragione, a me ha suscitato anche una sensazione di libertà!
Da bambino immaginavo di usare l'arcobaleno come uno scivolo.
In fondo, non è proprio male usare la fantasia!
A volte la usiamo poco, dovremmo abituarci a farlo di più.